Nel sempre più frammentato mosaico dell'opposizione italiana, Carlo Calenda sembra muoversi con la spavalderia di chi ha smarrito la bussola, ma pretende ancora di indicare la rotta. L'ex enfant prodige del centrismo riformista si è trasformato, nel giro di pochi mesi, in una voce dissonante che sempre più echeggia i toni e i temi della destra più retriva, abbracciando una linea politica che, dietro la patina di razionalità tecnocratica, cela un’inquietante deriva populista.